Lo specchio a forma di gabbia (1970)
Media Generale
5.0/10
Trama
Uno dei grandi primati: lo scimpanzé chiuso dentro il vetro della sua gabbia. Il taglio iconografico è molto stilizzato, il più possibile astratto, come nei famosi quadri di Francis Bacon. Il carattere delle immagini dev’essere sempre molto “formalistico” nel senso migliore, di sintesi formale cioè, mai descrizione realistica, di colore, aneddotica. Sovrimpressioni, immagini mosse, bianco e nero molto contrastato, non tonale. Sempre lo stesso campo. Uno studio della mimica visto con drammatico realismo e scientificità. Alla fine dovrà aversi l’impressione di non esser ben sicuri se il soggetto prigioniero sia una scimmia o “qualcuno” che la scimmia sorveglia o che con essa convive in qualche ipotetico carcere totale. Il documentario è muto: neppure musica, solo un respiro o il battito di un cuore. Alla fine una voce molto bassa dirà una frase: «In natura ogni cosa è mostruosa con simmetria» (Lucca Film Festival)
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