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Danilo Galante

Data di nascita
28 dicembre 1953
Data di morte
4 maggio 1975
Luogo di nascita
Bussoleno, Italy
Professione
Recitazione
Età
21 anni
Danilo Galante

Biografia

Danilo Galante, nato il 28 dicembre 1953 e scomparso il 4 maggio 1975, è stato un alpinista e scalatore italiano originario delle valli piemontesi, strettamente legato alla generazione del "Nuovo Mattino". Il "Nuovo Mattino", la "nuova alba" dell'alpinismo, rivoluzionò l'arrampicata negli anni '70 intorno a Torino, nella Val di Susa e nelle valli circostanti. Si trattava di un movimento di giovani alpinisti che prediligevano l'arrampicata libera su roccia, la ricerca di nuove vie e un rapporto più ludico e creativo con la montagna, alla ricerca di sfide senza necessariamente puntare alla vetta. Questo rapporto, soprattutto, favoriva una connessione più profonda con la montagna, rompendo con lo stile alpinistico tradizionale, più conquistatore. Nei racconti dei suoi contemporanei, Galante emerge come una delle figure più ispirate e promettenti di questa rivoluzione, un membro di spicco del movimento nonostante la sua brevissima vita. Il 3 maggio 1975, Danilo Galante, legato in cordata a Gian Carlo Grassi, si incamminò verso la parete del Grand Manti, nel massiccio della Chartreuse sopra Grenoble, sulla celebre via Yannick Seigneur. Leggeri e pieni di entusiasmo, scalavano in jeans e maglietta, con i capelli raccolti da fasce. Danilo indossava le sue prime scarpette da arrampicata Pierre Allain; inebriato dalle vertigini, si sentiva come se stesse volando. Ma improvvisamente, in quella giornata di primavera, si scatenò una tempesta fredda e violenta. La salita si fece difficile, e la discesa fu peggiore della salita. Congelati e fradici, i due amici scalarono gli ultimi ottanta metri della rampa, emergendo in un paesaggio siberiano. "Questo sì che è un allenamento per il Monte Bianco!", esclamò Galante, tremando di freddo. La montagna è bianca sopra gli 800 metri, sulla cresta della Chartreuse c'è mezzo metro di neve fresca, ed è impossibile trovare la via di discesa. Non resta che bivaccare sotto le stelle, fradici fino alle ossa, senza piumini, senza niente. Chi si addormenta è perduto. Così parlano, tremanti, lottando contro il vento, finché Danilo non inizia a perdere la sensibilità alle dita. Dopo qualche ora, smette di parlare e, alle prime luci dell'alba del 4 maggio 1975, Grassi si accorge di tenere tra le braccia un corpo esausto. Lo scuote per aiutarlo ad alzarsi, ma dopo pochi passi Danilo crolla nella neve. Gian Carlo corre a cercare aiuto, finché non trova qualcuno sull'altopiano. I soccorritori si precipitano verso la vetta e trovano Danilo Galante morto assiderato. La sua morte prematura, all'apice di quegli anni tumultuosi di alpinismo, un "vol spezzato", un volo interrotto bruscamente, che ha posto fine a questa eccezionale carriera iniziale, ha contribuito a renderlo una figura quasi leggendaria nella memoria degli alpinisti piemontesi, evocata in racconti e omaggi ancora oggi attuali. Il suo ricordo rimane vivo, in particolare grazie al film "Cannabis Rock" (2005) di Franco Fornaris, presentato come un esplicito omaggio a Danilo Galante, dove viene ritratto come uno dei protagonisti centrali della rivoluzione piemontese dell'arrampicata degli anni '70, la cui filosofia continua a risuonare nelle attuali generazioni di scalatori.

Filmografia